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Scritto da WIKIPEDIA   

Tennistavolo

 

Il tennistavolo, noto soprattutto col nome popolare di ping pong, è uno degli sport di maggior diffusione nel mondo ed una specialità olimpica.

Può essere svolto a scopo ricreativo a qualsiasi età e si può giocare in luoghi ristretti, al chiuso e all'aperto.

Per la pratica agonistica sono necessari luoghi attrezzati e spaziosi. Richiede, inoltre, un'opportuna preparazione psico-fisica a causa delle sollecitazioni, sia fisiche che di concentrazione mentale, espresse nei brevi tempi di ogni scambio.

Per questo l'atleta di tennis tavolo esprime in genere doti fisiche di coordinazione, rapidità di movimento e ottimi riflessi oltre ad una certa sensibilità nel tocco.

 

Storia

 

Nel 1884  si incontra per la prima volta il termine "tennis tavolo" in un catalogo commerciale del venditore di articoli sportivi F.H. Ayres.

Con l'avvento della plastica e della celluloide furono introdotte nuove palline, che sostituirono in breve tempo quelle in gomma e in sughero e proprio dal suono emesso dal rimbalzo delle palline di celluloide fu coniato il termine onomatopeico di PING PONG che è peraltro diventato un marchio registrato.

I due termini convivono ancora oggi ed infatti, anche se il termine corretto è tennistavolista, spesso il giocatore è chiamato pongista.

Alla conclusione dell'Ottocento cambia radicalmente anche l'attrezzo usato per colpire la pallina, che assomigliava più ad un tamburello, con la nascita delle moderna racchetta in legno. Successivamente ancora apparvero i primi rivestimenti alle superfici, in legno con sughero o tela gommata.

Nel 1951 si ebbe una nuova svolta tecnica, quasi una rivoluzione, con l'introduzione delle coperture cosiddette "sandwich" che, migliorando le prerogative dinamiche del gioco, ampliarono moltissimo la sua popolarità e il numero di praticanti a tutti i livelli.

In Asia il tennis tavolo sembra si sia diffuso alla fine del XIX secolo, prima in Cina e successivamente in Giappone e in Corea. Nacque in Asia una grande scuola, con uno stile di impugnare la racchetta detto "a penna" perché ricorda il modo di tenere le dita durante la scrittura. Lo stile di gioco che ne consegue è la principale diversità tra le scuole d'Occidente e d'Oriente. Tranne rare eccezioni, i Campionati Mondiali di tennis tavolo sono sempre stati vinti da atleti asiatici. È la Cina la nazione che possiede oggi al mondo il maggior numero di praticanti, seguita da Giappone e Corea.

In Europa, nel 1926 nacque la prima federazione internazionale di Tennis tavolo, la I.T.T.F., grazie alle doti organizzative del tedesco George Lehmann. Nello stesso anno a Londra fu disputato il primo Campionato Mondiale cui parteciparono gli atleti di Austria, Cecoslovacchia, Danimarca, Germania, Svezia e India; grazie alla presenza di atleti asiatici, l'incontro si poté definire "mondiale". Le più importanti scuole europee sono ora in Germania, Svezia e Francia, seguite dalle nazioni dell'est quali Russia, Ungheria e Romania.

In Italia il Tennis tavolo si costituì come disciplina sportiva e apparato organizzativo, nel 1960 quando si svolse la prima Assemblea Generale. In seguito, nel 1979, il CONI riconobbe formalmente la Federazione Italiana tennis tavolo (F.I.Te.T.) al pari di federazioni sportive più popolari.

 

Evoluzione della rachetta

 

Da quando lo sport del tennis tavolo ha iniziato ad utilizzare le moderne racchette in legno e con il perfezionamento dei materiali e degli stili di gioco lo spettacolo è progredito, ma proprio l'avvento di prodotti sofisticati ha reso il gioco più rapido e ridotto il numero di scambi[ Questi avvenimenti penalizzano la godibilità del gioco. Se qualche decennio fa per veder aggiudicato un punto lo spettatore poteva assistere in media a 10/12 scambi, adesso non è raro che un punto sia ottenuto (sempre in media) dopo appena 3/4 scambi.

Le diverse "epoche" del ping pong sono ricordate in genere attribuendole al tipo di racchetta allora in auge. Volendo elencarle è possibile suddividerle:

  • l'era delle "puntinate corte su legno". Il gioco era costituito per lo più di colpi secchi ravvicinati al tavolo, la pallina non subiva importanti effetti di rotazione.
  • il periodo successivo è quello delle "racchette con grossi strati di gommapiuma" che rendevano il gioco poco fluido perché la pallina era assorbita dalla gomma rendendo lo scambio più lento. Tale tipo di rivestimento è stato in seguito proibito.
  • l'avvento della "gomma sandwich", cioè uno strato di gommapiuma, questa volta regolamentato nello spessore, attaccato al telaio in legno a cui è sovrapposto uno strato di gomma con puntini esterni o interni, anch'essi regolamentati in quanto a forma e spessore è stata l'evoluzione successiva e ancora in auge. La particolarità di tali rivestimenti è la capacità di imprimere forti rotazioni alla pallina, tali da "allungare" il colpo quando la pallina tocca il campo avversario.
    Nel primo periodo di avvento della "gomma sandwich" sono state ideate dall'industria del settore le gomme antispin: gommapiuma morbida e lenta con la superficie di gomma liscia poco o per nulla sensibile agli effetti.
  • le gomme puntinate lunghe vetrificate (non più regolari a partire dalla stagione 2008/2009), totalmente insensibili agli effetti ricevuti e in grado di restituire l'effetto (la forza cinetica della pallina) all'avversario con una traiettoria a zigzag sono state un'altra evoluzione nell'era della "gomma sandwich". Ci sono stati molti pareri ostili nei confronti delle gomme a puntini lunghi, lisci e vetrificati in quanto accusate di rovinare il gioco con effetti imprevedibili. In verità, gli effetti impressi da tali superfici sono prevedibili perché ogni gomma ha un proprio "funzionamento" che una volta compreso dall'avversario può essere contrastato senza molti problemi. Anzi, per alcuni giocatori avvezzi a giocare contro le "gomme trattate", la partita è tatticamente ancora più semplice in quanto le alternative dei colpi del proprio avversario sono limitati.
  • infine l'era della colla fresca, un ulteriore accorgimento tecnico non relativo al rivestimento ma alla sua attaccatura al telaio. Tale tecnica aumenta la forza propulsiva delle gomme, rendendo i colpi "esplosivi".


La pallina può giungere a velocità prossime ai 150 km/h e quindi sempre per quanto concerne la spettacolarità del gioco, si è cercato di renderla più visibile allo spettatore utilizzandone una più grande delle precedenti. In questo modo si era pensato che anche gli spettatori posti ad una certa distanza dal rettangolo di gioco, potessero percepire al meglio le azioni. La soluzione si è rivelata comunque inadeguata perché lo scambio al tavolo rimane, spesso, corto e a discapito della godibilità per i profani. Una nuova proposta è stata quindi quella di proibire l'uso della colla fresca. Questo con lo scopo di decrescere la rapidità dello scambio.

 

Il tennis tavolo in Italia

 

Origini

Nel 1960  si svolse la prima Assemblea Generale nazionale e fu eletto come presidente della nascente Federazione Italiana Filippo Dragotto. Quattro anni dopo fu la volta di Guglielmo Sineri, confermato sino al 1976. Dal 22 febbraio 1979  la Federazione Italiana tennis tavolo (F.I.Te.T.) inizia ad appartenere a tutti gli effetti alle federazioni sportive riconosciute dal CONI.

Lo sviluppo del Tennis tavolo Italiano si ebbe per lo più negli ultimi 40 anni. Infatti se nel 1970 i Campionati Italiani si disputarono al Teatro delle Terme Anticolane di Fiuggi, nel proseguo degli anni si è arrivati alla realizzazione di un centro specializzato, sempre a Fiuggi, dedicato alla preparazione tecnico-atletica degli atleti di interesse nazionale. Fu sostituito in seguito dal centro Aldo De Santis di Terni e, negli ultimi anni, si è cercato di fare dei Campionati Italiani una manifestazione itinerante, si è giocato per due anni a Jesolo (2005 e 2006), a Terni (2007), a Termeno (2008), a Conversano (2009) e Ponte di Legno (2010). Notevole traguardo è l'arruolamento di 2 nazionali pongisti nell'Aeronautica Militare.

Selezioni nazionali italiane

A livello maschile il divario rispetto ad altre compagini resta notevole. I risultati più apprezzabili della nazionale Italiana maschile sono stati sinora ottenuti grazie all'inserimento di un atleta cinese con cittadinanza italiana (Yang Min) e dall'azzurro Massimiliano Mondello, pluricampione italiano. Il risultato più prestigioso è stato raggiunto a Kuala Lampur nei Campionati del Mondo del 2000, quando la squadra allenata dal coach Patrizio Deniso conquistò uno storico bronzo. La rosa italiana era composta da Yang Min, Massimiliano Mondello, Valentino Piacentini e Umberto Giardina. Il futuro è rappresentato dal giovane Mihai Bobocica (attuale campione d'Italia) che dopo l'esperienza passata in Bundesliga e dopo i Giochi olimpici a Pechino è tornato a giocare in Italia presso la squadra mantovana dello Sterilgarda T.T. Castelgoffredo.

L'Italia è un paese di "immigrazione" per giocatori stranieri con discreta classifica europea, che oltre a incrementare lo spettacolo nei tornei, affiancano i compagni come allenatori. Se da un lato l'Italia è un paese di approdo per atleti stranieri è invece raro che atleti italiani giochino all'estero, (ad esempio in Francia, Germania o Svezia), questo proprio a causa della maggior caratura degli atleti di altri campionati. In campo femminile l'eccezione alla regola è rappresentata da Alessia Arisi e in campo maschile da Piacentini ed Erich Schuster (triestino, giocatore-allenatore). Questi giocatori hanno avuto delle chances per fare esperienza nel campionato tedesco, rispettivamente nello Steinhagen, Plüderhausen e Karlsruhe-Neureut.

Il livello medio dei giocatori italiani è comunque costantemente in aumento. Ad oggi l'Italia però si trova ancora in posizione di rincalzo nei confronti di altre nazioni europee e soprattutto di quelle non europee.

A livello femminile gli ultimi anni hanno regalato delle soddisfazioni ai colori azzurri: titolo europeo nel 2003 e numerosi piazzamenti nei tornei internazionali. Da segnalare come giocatrici Nikoleta Stefanova (l'attuale campionessa italiana), Wenling Tan-Monfardini, Laura Negrisoli, Wang Yu e Tian Jing. L'unica italiana nata in Italia è la Negrisoli, si aspettano ora le nuove leve, prodotti nostrani che dimostrino che anche l'Italia può esere competitiva con giocatori che non abbiano una tecnica "d'importazione".

Tornei e classifiche

In Italia si disputano ogni anno campionati a squadre e campionati individuali di categoria;

I tornei maschili a squadre si dividono in serie: "A1", "A2", "B1", "B2", "C1", "C2", "D1", "D2" e in alcune regioni "D3". I giocatori coinvolti sono tre per ogni squadra più le eventuali riserve. Per i maschili si disputano incontri al meglio delle nove partite (formula Swaytling), vince quindi chi arriva prima a cinque vittorie, questo avviene generalmente dalla "D3" fino alla serie B1. In A1 e "A2" sia maschile che femminile la formula è a 6 incontri, 3 contro 3 e i possibili risultati sono vittoria, sconfitta o pareggio (mini Swaytling). Nel reparto femminile dopo le serie "A1" e "A2" vi sono le serie "B", "C" e "D1" nelle quali come formula di gioco si usa la "courbillon" che prevede due singoli, un doppio e altri due singolari.

Nei tornei signolari invece la suddivisione è in categorie:

  • La prima categoria è riservata ai migliori 12 atleti uomo della classifica nazionale, per le donne le prime 8;
  • La seconda categoria è composta da un numero variabile di giocatori sino ad una massimo di 120.
  • La terza categoria è composta da 320 giocatori più i giocatori segnalati dai vari comitati regionali.
  • Tutti gli altri atleti sono quarta categoria

Ci sono tornei di livello nazionale e regionale di prima, seconda, terza e quarta categoria oltre a tornei giovanili. Si disputano incontri di singolo, doppio e doppio misto.

Vi sono inoltre gare riservate ai veterani, oltre i 40 anni (categorie 40-50, 50-60 e una categoria diversa ogni cinque anni di età) e gare per dilettanti. In ognuno di queste è possibile guadagnare dei punti classifica battendo i giocatori con classifica maggiore.

In Europa ogni anno si disputano la "Champions League" e la "coppa ETTU". Nel 2006 e nel 2007 una formazione italiana, lo "Sterilgarda Tennistavolo Castel Goffredo" di Mantova, ha conquistato la Coppa con la propria squadra femminile. Secondo alcuni osservatori ciò sarebbe avvenuto solo grazie all'inserimento nel gruppo di un'atleta cinese. Tra le componenti la squadra, ha riscosso apprezzamento la giocatrice di origine bulgara (ma cresciuta in Italia) Nikoleta Stefanova.

I campioni. A tutto il 2009, il pongista più titolato è stato Massimo Costantini, classe 1958: 24 titoli italiani, otto per categoria (singolare, doppio maschile e doppio misto). Il maggiore numero di titoli individuali, pero', li ha ottenuti Massimiliano Mondello: ben 10 (8 nel doppio misto e 4 nel doppio maschile) mentre l'attuale presidente della Federazione Europea e, dal 1990 al 2004 di quella Italiana, Stefano Bosi, si e' aggiudicato 7 titoli individuali, 4 nel doppio e 3 nel doppio misto. Da non sottovalutare, infine il risultato complessivo di Giovanni Bisi: 2 singolari, 3 nel doppio e 9 nel misto.

Ma il fenomeno, o meglio "la" fenomena, di questo sport in ambito nazionale e' Isabella Colombo con 27 titoli complessivi, di cui 7 nel singolo, 6 nel doppio misto e ben 14 nel doppio femminile, vinti tra il 1953 e il 1969! Alle sue spalle ci sono la Arisi e la Stefanova (7 individuali).

 
Comitato Regionale FITET FVG
Mercoledì, 22 Febbraio 2012

RISULTATI TORNEI REGIONALI

24.09.2011 - 25.09.2011
1° Torneo Regionale Predeterminato
29.10.2011 - 30.10.2011
2° Torneo Regionale Predeterminato

LINK

Federazione Italiana Tennistavolo
European Table Tennis Union International Table Tennis Federation
Comitato Italiano Paralimpico International Table Tennis Federation